Born and raised amid the mountains in the Po valley of northeast Italy, Alessandro is now mostly based in Shanghai, although lately he is most likely to be on his bike in some remote location or another. His travels kicked off with a modeling career that took him around Europe, North America, and Asia, but he quickly moved behind the camera and now works as a freelance photographer and videographer around the world.

His portfolio includes corporate and commercial videos, charity fundraising events, video installations, documentaries, television programs, and in recent years has established himself as a go-to professional for time-lapse photography. He was a camera operator on Seasons 2 and 3 of The Amazing Race: China Rush. His client list, to name a few, includes Apple, VICE, Noisey.com, The Italian Embassy, Cisco, Italcementi, Vibram, and Dunhill. His latest documentary, “A Spoke of Hope”, is coming soon.

Alessandro is comfortable shooting in a variety of formats including HDLSRs, and HD digital video cameras, particularly Sony and Panasonic. He is an experienced editor, proficient with Final Cut Pro. He speaks Italian, English, Spanish, Portuguese, and Mandarin.

Philosophy

“Partendo dal presupposto che la ruota è stata una delle più grandi invenzioni dell’uomo, al giorno d’oggi ci sono ancora cose alle quali non siamo riusciti ad attribuire una prova chiara e scentifica, come la costruzione delle piramidi in Egitto, ad esempio.

Poi, osservando le grafiche più attuali, se pur eseguite con strumenti digitali ultramoderni mi accorgo che si cerca di imitare quelle che ricordano lo schizzo di un artista fatto a mano, di un singolo individuo che usa le sue mani, la sua creatività per creare qualcosa di unico ed inimitabile. Come d’altronde, l’abito fatto da una macchina non potrà mai indossare come un abito fatto su misura da un sarto, che a seconda delle tue esigenze piega e cuce un percorso di stoffa lungo il tuo corpo.

Ecco, io credo che lo stesso succeda nei viaggi. Quando si usano mezzi o macchine che non solo ti isolano dall’ambiente in cui ti stai muovendo, ma basta premere un pulsante, un giro di acceleratore ed il gioco è fatto. So che ci stanno lavorando, collegheranno il nostro cervello a degli elettrodi e, come per magia, comodamente dal divano di casa, chiudendo semplicemente gli occhi ci sembrerà di essere in un isola deserta o sulla vetta dell’Everest, ma credo che a quel punto, di umano e Terrestre ci sarà rimasto gran poco.”

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